sabato, gennaio 15, 2011

La letteratura e il destino dell’uomo

Elogio della lettura e della finzione


La letteratura è una rappresentazione illusoria della vita che, tuttavia, ci aiuta a capirla meglio,

ad orientarci nel labirinto nel quale nasciamo, viviamo e moriamo.

Questa ci risarcisce dei rovesci e delle frustrazioni che ci infligge la vita reale e grazie ad essa decifriamo, almeno parzialmente,

il geroglifico che è l'esistenza per la maggior parte degli esseri umani,

innanzitutto per quelli di noi che sentiamo più dubbi di certezze,

e che confessiamo la nostra perplessità davanti a temi quali il trascendente,

il destino individuale e collettivo, l'anima, il senso o il nonsenso della storia, i limiti della conoscenza razionale.



Mario Vargas Llosa
Elogio della lettura e della finzione




Conferenza Nobel
7 dicembre 2010


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domenica, ottobre 31, 2010

Impavidità

Impavidità


«Cos'è l'amore?».

«L'assenza totale di paura», disse il maestro.

«E cos'è che temiamo?».

«L'amore», rispose il maestro.



Un minuto di saggezza
Anthony de Mello

lunedì, ottobre 04, 2010

Faibene


Il signor Faibene


"Esiste qualcosa come l'amore dimentico di sé?" domandò qualcuno.
Per tutta risposta il maestro disse:
"Il signor Faibene attendeva ansiosamente, mentre gli angeli del paradiso esaminavano i suoi trascorsi.
Alla fine, l'angelo che teneva i registri alzò gli occhi ed esclamò:
"Ma è fantastico. E' inaudito! In tutta la tua vita non hai commesso neppure il più piccolo peccato...
Neppure un peccatuccio in un'intera esistenza!
Ogni tua azione è stata un atto di carità.
Ora, in quale categoria possiamo ammetterti in paradiso?
Non fra gli angeli, perché non sei un angelo.
Non fra gli esseri umani, perché non hai una sola debolezza; perciò dobbiamo rimandarti sulla terra per un giorno perché tu possa commettere almeno un peccato...
e tornare qui come un essere umano!"
Il povero signor Faibene, senza un peccato, si ritrovò all'angolo di una strada della sua città natale, infelice e sconcertato,
ma deciso ad allontanarsi almeno di un piccolo passo dalla retta via.
Passò un'ora, poi due, poi tre, e il signor Faibene era ancora lì a domandarsi, perplesso, che cosa dovesse fare.
Così, quando una donna grande e grossa gli fece un cenno, egli rispose alacremente.
La donna era tutt'altro che giovane o carina...
ma era il suo passaporto per il paradiso; così decise di passare la notte con lei.
Quando vide che albeggiava, il signor Faibene guardò l'orologio.
Doveva far presto. Ancora mezz'ora e sarebbe stato riportato in paradiso.
Ma, mentre si andava rivestendo, gli si gelò il sangue:
l'anziana signora gli stava dicendo dal letto:
"Oh caro, caro signor Faibene, che grande atto di carità hai compiuto questa notte!".


Shock do un minuto
Anthony de Mello

giovedì, agosto 26, 2010

Tra amicizia e solitudine


Tra amicizia e solitudine

La presenza di un amico non interrompe la solitudine ma piuttosto l'adorna.
È preferibile essere privato della solitudine che di un amico…

De vita solitaria
Francesco Petrarca

Francesco Petrarca
Francesco Petrarca è stato uno scrittore, poeta e umanista
italiano. L'opera per la quale Petrarca è universalmente noto è il Canzoniere.
Petrarca, nonostante si considerasse soprattutto, come tutti gli eruditi del suo tempo, un autore di lingua latina, svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare.
L'opera lirica di Petrarca, come è stato sottolineato dalla critica, somma infatti in sé tutte le esperienze della poesia italiana delle origini, compiendo tuttavia una selezione dal punto di vista della metrica (stabilendo ad esempio precise regole sull'accentazione degli endecasillabi che all'epoca di Dante era ancora meno codificata) e negli argomenti (escludendo dal canone tematico gli elementi goliardici e realistici che nel Duecento erano stati presenti e che continuavano ad avere successo nel Trecento) che influenzò fortemente tutta la poesia a venire. Il fenomeno del petrarchismo costituisce uno dei capitoli più complessi nella storia delle tradizioni letterarie europee.

mercoledì, agosto 04, 2010

Felicità


Felicità


"Ho un disperato bisogno di aiuto, o diventerò matto.
Viviamo in una sola stanza, mia moglie, i miei figli e i miei suoceri.
Abbiamo i nervi a pezzi, urliamo e gridiamo gli uni contro gli altri.
Quella stanza è un inferno".
"Mi prometti DI fare tutto quello che ti dirò?" disse il maestro gravemente.
"Giuro che farò qualunque cosa".
Benissimo. Quanti animali avete?".
"Una mucca, una capra e sei polli".
"Prendeteli tutti nella stanza con voi. Poi torna tra una settimana".


Il discepolo era atterrito.
Ma aveva promesso di obbedire!
Così prese in casa gli animali.
Una settimana dopo tornò, ridotto a un pietoso essere gemebondo:
"I miei nervi sono distrutti. Lo sporco! Il puzzo! Il rumore! Siamo tutti al limite della pazzia!".
"Torna indietro", disse il maestro, "e metti fuori gli animali".
L'uomo andò a casa di corsa.
E il giorno dopo tornò, con gli occhi brillanti di gioia.
"Quant'è dolce la vita! Gli animali se ne sono andati. La casa è un paradiso... così tranquilla, pulita, spaziosa!".


Un minuto di saggezza
Anthony de Mello

martedì, luglio 27, 2010

Mi sposerò la figlia morta dell'orefice


Tor Ulven
Poemi




Mi trovo sotto un albero di mani affamate
No
Sto sotto NULLA
Vado in isolamento
un assoluto vuoto ed isolamento
Attraverso il deserto miglio dopo miglio
E l'ultima città
l'ho lasciata dietro di me da tanto tempo
Vado da un grande dubbio
vado da un dubbio
che si dilegua da un dubbio più grande.
Perché sto in silenzio?
anche quando ho una bocca
Perché sto fermo?
anche se ho piedi
Perché non riesco a guardare?
malgrado abbia occhi
Perché non riesco a urlare?
anche se sono immerso in questa miseria
perché sono fatto di pietra!
C'è qualcosa che non posso raggiungere
Non so cosa sia
Stendo la mano verso esso…
Aria, aria... aria!
Cosa stai cercando nel cielo?
Sto cercando un'immagine di un'inesistente stella.
Con i miei due occhi
dall'altra parte
devo raggiungere/accedere le tenebre.
Ma chi poterebbe discernere la differenza
tra tenebre e verde?


Viaggerò a Aredo
e ornerò i vasi rotti
con l'immagine di capra rosso-corno
Andrò a Aredo
e sposerò la figlia morta di dell'orefice
e di sera
seduto sulla soglia della porta
Sento il sorriso del vicino
e le mosche nuovamente sfarfallate volano
attorno al bagliore della lampada d'olio!
Sì, ora
Improvvisamente, vedo l'albero di castagne
Nel buio, contemplando fiori bianchi:
Noi siamo polvere.


Tor Ulven (1953-1995)
Tor Ulven era un poeta norvegese. È considerato uno dei maggiori poeti dell'epoca norvegese del dopoguerra. Ha vinto diversi premi letterari tra cui i più importanti premi della letteratura norvegese.
Le sue prime opere, costituite da versi tradizionali di poesia modernista, sono stati fortemente influenzati da André Breton e il movimento surrealista. Ma durante gli anni 1980 ha sviluppato una voce più indipendente, sia dal punto di vista stilistico che tematico. La parte successiva del suo lavoro consiste principalmente di prosa. Si suicidò nel 1995 a Oslo, la città dove era nato.

giovedì, luglio 22, 2010

L’uovo d’aquila


Messaggio per un Aquila che si crede pollo


Un uomo trovò un uovo d'aquila e lo mise nel nido di una chioccia.

L'uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l'aquilotto crebbe insieme ai pulcini.

Per tutta la vita l'aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro.

Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.

Trascorsero gli anni, e l'aquila divenne molto vecchia.

Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava,

maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d'aria, muovendo appena le robuste ali dorate.

La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita.

«Chi è quello?» chiese.

«É l'aquila, il re degli uccelli», rispose il suo vicino.

«Appartiene al cielo.

Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli.



Messaggio per un Aquila che si crede pollo
Anthony de Mello